Il pozzo di Sicar

scritto da Paulus
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Autore del testo Paulus

Testo: Il pozzo di Sicar
di Paulus

Un pulviscolo di abitacoli, i tetti piatti biancheggianti e quando la luce è alta e non ombreggia rassomigliano a terraglie smaltate, con le gradinate di sei scalini che danno sulle stanze del primo piano; gli abitacoli sulla profondità della vallata dove più si fa concava sono riquadri di un tavoliere incerto quasi si fossero ampliati l'uno accanto all'altro senza simmetria e progettualità, ma solo rispondendo al bisogno di alloggiare. Mezzogiorno, il bagliore è intenso e si sparge anche nei più riposti meandri. Sale una donna lungo la costa renosa, per un dedalo di calli appena tracciati che il simun livella quando spira gagliardo, è già stremata per la calura ancor prima di mettersi in cammino, macilenta forse per congenita astenia. Sale fino al pozzo di Sicar da cui la comunità attinge acqua. Sul parapetto di laterizi irregolari è seduto un uomo con la fronte imperlata il volto oblungo la barba rossiccia corrugata gli occhi infossati. "Dammi da bere." Ripete più volte alla donna che nel frattempo si è avvicinata. Attinge porgendo il bricco al forestiero "Da dove vieni? E perché hai fatto sosta in questo luogo della Samaria? Dove sei diretto?" rimbecca divorata dall'interesse e dalla novità fissandolo nel volto come per discernere qualche tratto di uomo già conosciuto. La brocca è colma e quasi l'acqua trabocca, ondeggiando, luccica quando la luce appena la sfiora. “Vengo da Cesarea di Filippo città seduta ai piedi del monte Hermon” risponde levata la sete che inaridisce la bocca “Il vagabondare senza sosta senza una meta prefissata e talora il ritornare sui propri passi se il tracciato si sperde tra rovi o si tronca... una sorta di fatalità tocca al nomade che mai pianifica una destinazione.”. “Quindi” rileva la donna non senza malizia “sei un adespota.” “ Lo sono come un apolide o un esule o chi non riposa la notte sul capezzale spiumacciato.”. Il confronto si prolunga fino al tramonto delle stelle, ora mieloso senza mai essere ipocrita, ora infuocato dalla verve della polemica. E intanto la notte volge e la frescura dà tregua alla rena rovente.
Il pozzo di Sicar testo di Paulus
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